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Il diario di Klein si chiama Lifetime

Lifetime è un’opera molto personale, paragonabile a dare a qualcuno il proprio diario”, spiega l’artista sull’album. È un lavoro che arriva dopo aver lanciato altri lavori di successo su etichette come Solo o Hyperdub. Il suo acclamato lavoro ha aperto le porte a scenari come il Southbank Centre di Londra, Art Basel, il MoMA PS1 a New York, la Triennale a Milano e l’Eden Project in Cornovaglia con Björk, tra gli altri.

L’album rende un mosaico di idee ed eleva la sua forma di spiritualità astratta e contemporanea a livelli silenziosamente sbalorditivi. Come avrai intuito, il caos è un motivo coerente per LIFETIME. I momenti più interessanti dell’album arrivano in momenti in cui le cose riconoscibili diventano facsimili distorti e grotteschi del loro precedente io.

Si concentra sul mix di sound-scaping onirico e iperrealistico che da tempo distingue la sua musica dalla folla e tende a usare le voci degli altri, dai campioni alle registrazioni sul campo e una collaborazione con la sorella concettuale Matana Roberts, per esprimersi letteralmente.

La motivazione di Klein per il disco è profondamente originale, un affascinante esempio di ciò che può accadere quando si evitano le aspettative precedenti e sovvertite. Il risultato è davvero avvincente.